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Tre frammenti scritti anni fa

I sette giorni di fuoco

Quando gli alti guerrieri di cenere si muovono nella nebbia il mondo va a fuoco. Quando la luce diventa rossa la notte e la città agonizzante si tingono di vermiglio, macchiate dal sangue arroventato dei giganteschi titani.

Arrivano, arrivano gli dei di macchine e ingranaggi.

Arrivano, arrivano gli dei della miseria che inghiottono la terra.

Arrivano bagnati dal sangue della stirpe maledetta. Si trascinano per la città fumosa, camminano lenti in mezzo al mare di miasmi velenosi. Programmati per recidere legami avanzano tra i cocci scheggiati, portavoce d’un era morente. Con la loro falce deformano lo spazio.

E così, in una notte senza luna, l’ultima cosa che l’umanità vide fu una falce, una pallida falce di luna morente.

Le rovine nel deserto

Nella città del deserto dovrò riapparire, tornerò quando dalla cenere verrà la vita. Arriverò ancora alla fine del tempo, alla chiusura della mia metamorfosi. Solo le dune ne saranno testimoni e quando cambierò mi chiameranno nuovamente per nome. Alla fine un giorno dovrò affrontare il ricordo, non posso più dimenticare. non posso più celare. Sono tornato con un nuovo volto. Rievocherò la deserta, purpurea città tra i valichi infuocati. Nell’oro dei suoi occhi rivedrò i tratti delle mie antiche fattezze. Tra le distese ardenti ritroverò il mio animo remoto… sommerso dai frammenti, parte della sabbia rovente per serbarne il ricordo.

Tornerò, tornerò ancora… ma ora ti devo lasciare.

Evasione

Io sono il fantasma che vaga per queste terre. Un regno dove i sussurri delle acque sono dimenticati. Un regno di metalli roventi. Ovunque si espande l’argento colato nella valle di acciaio fuso. Le celle negli alveari di bronzo piangono riflessi ardenti, specchiano gli occhi trasparenti di un crudele sole inverso. Con il suo respiro arroventato colmerà l’aria fumosa. Affannato mi sussurra parole che sembrano continuamente saldate tra loro: “ sei prigioniero, ti è impossibile anche solo dischiudere le ali. Questo è un luogo da cui non puoi fuggire, ma è ovvio che, nonostante tutto, troverai un modo…”

Così, in un mondo in cui non mi posso bagnare attendo comunque una lacrima evaporata dal mare, il mio corpo sfumerà via con essa.

B. DELLA GUERRA

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